Kaspersky scopre la “termite blu” che sta preoccupando il Giappone

L’ultima minaccia rilevata dagli esperti del vendor si chiama “Blue Termite”: un gruppo di cybercriminali sta tempestando da due anni i sistemi di diverse organizzazioni nipponiche utilizzando tecniche di spear-phishing in continua evoluzione. I pirati informatici stanno sfruttando anche gli exploit zero-day in Flash già impiegati dall’azienda italiana Hacking Team.

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Firefox rivoluziona le sue estensioni e guarda a Chrome

Aria di novità per gli sviluppatori di estensioni destinate al browser Firefox. Mozilla ha infatti anticipato che le API di Firefox attualmente utilizzate per lo sviluppo delle estensioni saranno presto sostituite da una nuova piattaforma chiamata WebExtensions, molto simile a quella utilizzata da Google nel caso di Chrome.
La modifica sarebbe strettamente legata all’arrivo di Electrolysis, la nuova funzionalità – peraltro attesa da anni – che consentirà di separare tutte le schede aperte in Firefox in un processo a sé stante, incapace di interagire con le altre componenti del browser grazie ad un apposito meccanismo di sandboxing.

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Google svela il nome di Android M: il nuovo sistema operativo sarà Marshmallow

Rinnovando la tradizione di dare un nome di dolciumi ai suoi sistemi operativi, Google svela il nome completo della prossima versione di Android: la M che finora indicava il software sta per Marshmallow, i tipici dolci di zucchero statunitensi. Sarà la versione 6.0 del robottino verde e arriverà questo autunno con diverse novità, in primis il sistema per i pagamenti mobile Android Pay e un migliore assistente online.

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Mozilla critica Windows 10, scelta del browser complicata

Mozilla ha suonato il campanello d’allarme e ha chiesto a Microsoft di rivedere le modalità con cui in Windows 10 gli utenti possono impostare il browser web predefinito. Si profila all’orizzonte una nuova vertenza come quelle che, negli anni scorsi, hanno visto Microsoft costretta a realizzare versioni di Windows prive di Media Player (le release “N”) od obbligata ad inserire il cosiddetto “ballot screen”, la schermata per la scelta del browser?
Dallo scorso dicembre, Microsoft non è più tenuta a visualizzare il “ballot screen” suoi suoi sistemi operativi (Finisce l’era della finestra per la scelta del browser) ma se Mozilla s’impuntasse e presentasse una rimostranza dinanzi alla Commissione Europea potrebbero aprirsi nuove indagini a carico del colosso di Redmond.

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Un po’ mail un po’ Whatsapp: ecco Send di Microsoft

Un tentativo di semplificazione per unire i due universi paralleli della comunicazione mobile, per adesso limitato ad un pubblico ristretto
Una soluzione “in-and-out” per le email incentrata sulla semplicità e sulla brevità. È così che Microsoft descrive Send, l’ultima fatica del Garage, laboratorio di idee che lavora a progetti innovativi e sperimentali.

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Facebook Messenger: login con il solo numero di telefono

Facebook vuole rendere il suo client di messaggistica istantanea Messenger sempre più simile a WhatsApp. Da oggi, negli Stati Uniti ed in alcune nazioni (tra le quali non figura l’Italia), sarà possibile usare Facebook Messenger senza più disporre di un account utente sul social network.
In altre parole, per effettuare il login su Facebook Messenger, non si dovranno più inserire le credenziali di Facebook ma basterà specificare nome, cognome e numero di telefono mobile. Così come accade su WhatsApp ed in altre app, quindi, il numero telefonico sarà sufficiente – da solo – per accedere al network ed usare immediatamente Facebook Messenger.

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Google abilita ‘Annulla invio’ su Gmail, dopo sei anni di gestazione

La funzionalità “Annulla invio” viene finalmente proposta come opzione ufficiale del client web di posta elettronica. Bisognerà tuttavia attivarla dalle Impostazioni
Dopo quello che potremmo definire ironicamente il periodo di beta più lungo di sempre, Google ha finalmente promosso l’Annulla invio su Gmail come funzionalità ufficiale. Sono passati sei anni da quando la funzionalità è stata introdotta fra le funzioni “Labs” come opzione sperimentale, che adesso è attivabile tramite le Impostazioni Generali del client su web di posta elettronica di Mountain View.

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No iOS Zone: un bug fa riavviare i device Apple

I ricercatori di Skycure hanno scoperto una vulnerabilità in Apple iOS che può essere sfruttata dai malintenzionati per riavviare il dispositivo senza che l’utente abbia richiesto quest’operazione o, peggio, per impostare un riavvio ciclico.
Il codice exploit messo a punto da Skycure trae vantaggio da una lacuna di iOS 8; una “leggerezza” nella gestione dei certificati digitali inviati al dispositivo Apple.
L’attacco è stato battezzato “No iOS Zone” perché un malintenzionato può allestire un hotspot WiFi malevolo capace di rendere inutilizzabili tutti i dispositivi iOS presenti nelle vicinanze, indipendentemente dal fatto che il device Apple sia connesso o meno all’hotspot stesso.

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Chrome estende il supporto per Windows XP a fine anno

Windows XP è per Microsoft un sistema operativo morto e sepolto. Ormai da oltre un anno, infatti, Microsoft ha cessato di supportare Windows XP non rilasciando più alcun aggiornamento per quello che, ancor’oggi, è il secondo sistema operativo più usato in assoluto a livello mondiale.
Gli utenti sono stati già da tempo invitati a migrare verso un sistema operativo più recente, anche e soprattutto perché i tecnici di Redmond non pubblicano più nessun aggiornamento di sicurezza per Windows XP.
È vero, alcuni utenti si stanno servendo di una procedura non ufficiale che di fatto consente di continuare a ricevere gli aggiornamenti per Windows XP.
In realtà non si tratta di aggiornamenti certificati per funzionare con Windows XP ma di update destinati a Windows POSReady 2009, sistema operativo che poggia sulle “fondamenta” di Windows XP e che sarà supportato fino al 2019.

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Aggiornamento gratuito a Windows 10 anche per i pirati?

Incredibile. Microsoft ha deciso di tendere una mano anche a chi utilizza versioni piratate di Windows 7 e Windows 8.1. “Vogliamo aggiornare a Windows 10 tutti i PC, sia che utilizzino versioni dotate di regolare licenza d’uso sia che utilizzino installazioni di Windows non regolari”. La dichiarazione, che ha comunque dell’incredibile, è niente meno che di Terry Myerson, responsabile della divisione sistemi operativi di Microsoft.

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Apple, Google, Microsoft e gli altri: come si attiva l’autenticazione a due fattori

Sono tanti i servizi che permettono di abilitare un secondo codice di verifica prima di entrare nei propri account. Un metodo essenziale per proteggersi da hacker e male intenzionati
L’autenticazione a due fattori è uno strumento importante per la protezione degli account digitali. Il suo utilizzo non è recente visto che già da diversi anni le banche lo hanno implementato per tutelare le operazioni online dei loro clienti, ad esempio attraverso un codice ricevuto via SMS o con piccoli lettori individuali che generano password temporanee.

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Più veloce HTTP o HTTPS? Proviamo a chiarire

HTTPS è un protocollo che consente di far viaggiare informazioni personali e dati sensibili su un canale di comunicazione insicuro per antonomasia qual è la rete Internet.
Abbiamo più volte ricordato come i siti che gestiscono informazioni che non debbono essere intercettate da parte di malintenzionati utilizzino HTTPS proprio per evitare il cosiddetto attacco dell'”uomo nel mezzo” (man-in-the-middle). Per scongiurare cioè i rischi di monitoraggio ed intercettazione da parte di utenti non autorizzati a visualizzare le informazioni personali.

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Attenzione alle false CPU AMD: come riconoscerle

In queste ore si sono susseguite diverse segnalazioni relativamente alla commercializzazione online di false CPU AMD. Sulla versione inglese di Amazon sarebbero stati messi in vendita alcuni esemplari di processori AMD che non avrebbero nulla a che vedere con i prodotti originali.
In particolare, una CPU AMD A8-7600 con socket FM2+ – ordinata da alcuni clienti di Amazon UK – si sarebbe in realtà rivelato un vecchio processore AM2 Athlon 64 X2 5200+ per di più con un socket incompatibile con FM2+.

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Anonimato in Rete a rischio: l’IP reale fa mostra di sé

Sono in molti a ritenere che la rete, intrinsecamente, fornisca un certo livello di anonimato. Nulla di più falso. Le attività compiute dagli utenti online sono generalmente ricostruibili perché ogniqualvolta si visita un sito web o si utilizza uno specifico servizio, si lasciano delle tracce. L’indirizzo IP è l’informazione che permette di risalire all’identità dell’utente.
Per difendere l’anonimato in rete e proteggere le informazioni scambiate online, possono essere utilizzati diversi strumenti. L’utilizzo di reti VPN consente da un lato di crittografare tutti i dati scambiati online rendendo le informazioni completamente illeggibili da parte di terzi (si evita il cosiddetto attacco dell'”uomo nel mezzo” o “man-in-the-middle”) e dall’altro consente di presentarsi, ad esempio, ad un server web remoto con un indirizzo IP diverso da quello reale.

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